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Lettera aperta al Sindaco di Matera

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Lettera aperta al Sindaco di Matera

Dopo 4 anni dalla nascita di Casa Netural abbiamo ritenuto che fosse il momento giusto per riflettere sul dialogo con le Istituzioni del nostro territorio,  e sulla solitudine che si prova nell’investire sul cambiamento di un territorio in ordine sparso, ognuno come può, senza sentire il governo locale alleato, al tuo fianco, senza sentire di essere “abilitati” ad agire, “supportati nell’azione. Non è un problema singolo ma collettivo, nostro e di molte realtà come la nostra che ogni giorno riescono a fare squadra con i singoli cittadini e con molte imprese locali ma che non riescono mai a fare squadra con chi le politiche le fa a livello normativo senza “ascoltare” davvero le istanze dei territori. Il problema non ha un colore politico, in questi 4 anni ci sono stati avvicendamenti diversi, il problema è di apertura dei processi decisionali e progettuali del territorio ai cittadini, di ascolto reale, di priorità nell’azione.

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Di seguito la nostra lettera del 21 luglio 2016.

Gentilissimo Signor Sindaco,

le scriviamo questa lettera aperta perché sentiamo il bisogno, come associazione, di condividere con lei e con la città intera quella che per noi è un’emergenza che non può essere ignorata. Sia chiaro, la nostra lettera non ha un colore politico, non nasce all’interno di partiti e chiediamo pubblicamente che non venga da nessuno strumentalizzata ai propri fini. Qui non ci interessa parlare di annunci, di promesse, di cultura e di 2019, qui ci interessa parlare solo di città. Una città che ha bisogno di esistere al di fuori dei Sassi e che ha bisogno di essere viva nei quartieri oltre che nel centro cittadino, già di per sé, forse, anche troppo congestionato dalla frenesia del turismo. Una città che ha voglia di cambiare e di aprirsi a iniziative nuove e internazionali, ma che in primis ha bisogno di sentire le istituzioni accanto, alleate nella costruzione del suo futuro. In città, negli anni, stanno nascendo progetti interessanti di abilitazione delle periferie, rigenerazione e ascolto delle stesse (con lo sport, il teatro, l’innovazione sociale, l’accessibilità), però, purtroppo, spesso queste realtà restano sole nelle loro azioni. Non c’è, come sarebbe giusto e bello che fosse, il riconoscimento di un’alleanza e il supporto alla crescita delle iniziative messe in piedi, c’è spesso una distanza e un’ assenza di attenzione da parte dell’Istituzione, che trasmette un profondo senso di solitudine nell’azione .

C’è una parola chiave per noi, che più di tutte sintetizza l’importanza del lavoro da portare avanti al fianco dei cittadini ed è “abilitazione”. E come si abilitano dei cittadini, se non aprendo i processi di attivazione, andando nei loro territori, che sono i quartieri, e dando loro voce e azione? Spesso noi soggetti che operiamo sul territorio svolgiamo compiti che dovrebbero essere dell’Istituzione, ci sostituiamo a quello che dovrebbe fare un Comune, una Regione, ma con quasi nessuna risorsa economica, l’unica risorsa che abbiamo e che, forse, spesso alle istituzioni manca è la risorsa umana, quella che va, che ascolta e che supporta altre persone e che le fa sentire parte del tutto. E poi ci sono i luoghi in cui abilitare i cittadini e il cambiamento.

In città ci sono luoghi vuoti, bellissimi ma abbandonati, tutti da rigenerare e da ripensare e ci sono persone che hanno mappato quei luoghi, e ci sono altre persone che quei luoghi potrebbero farli vivere, esistere. Si chiamano cittadini e meritano di farlo, meritano di ottenere dalle Istituzioni la fiducia per farlo, perché spesso lo sanno fare e vogliono farlo, perché in realtà sono beni comuni che appartengono a chi abita la città e non a chi se la contende.

Abbiamo letto che sta per partire un progetto dedicato alla creazione di un Regolamento per i Beni Comuni. E’ una buona notizia ma speriamo che l’elaborazione del regolamento sia davvero partecipata, che si organizzino incontri di co-creazione in tutti i quartieri, con i cittadini, per definire al meglio modalità e priorità, che non sia un atto normativo ma un patto tra comunità e amministratori. E da tempo si continua a ripetere che stanno per essere pubblicati i bandi per la gestione del Casino Padula e del Teatro della Martella, importanti contenitori culturali della città. Sarebbe davvero un bel segnale se a partire da queste occasioni “prossime”, speriamo, si cominciasse a innescare un cambiamento di rotta, proponendo disciplinari di gara non basati esclusivamente sull’offerta economica più bassa, ma legati alla migliore offerta di attività, al miglior curriculum delle organizzazioni candidate, al maggior impatto sociale nel tempo, alla migliore visione tra dieci anni, ad una sana rotazione negli affidamenti.  E se proprio volete fare le cose per bene, chiedete ai cittadini cosa vorrebbero che diventassero questi luoghi, cosa desidererebbero farci all’interno, potreste stupirvi della bellezza delle proposte, che probabilmente nessun consulente esterno saprebbe farvi mai. Perché cambiare le Istituzioni non è così difficile, basta aprirle semplicemente ai loro legittimi “proprietari”, i cittadini.

Associazione Casa Netural

Matera

Il 4 agosto 2016 il Sindaco di Matera ha risposto alla nostra lettera aperta.

Di seguito la sua risposta:

risposta del sindaco di Matera

 

July 22nd, 2016|Categories: Casa Netural|Tags: , , , |0 Comments

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