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#CasaNeturalDiffusa, quando il bene privato diventa bene comune

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#CasaNeturalDiffusa, quando il bene privato diventa bene comune

Quella che stiamo per raccontarvi è una storia bella, bella davvero.
È la storia del fallimento di un metodo che diventa un’esperimento sociale incredibile e un’idea di coinvolgimento collettivo dal sapore speciale.
A gennaio 2014 ci siamo resi conto che lo spazio a nostra disposizione, in Recinto Annunziata Vecchia 15, cominciava ad essere troppo limitato per le attività da portare avanti.

Così, abbiamo lanciato il contest #Casaneturalcercacasa, aperto a pubbliche amministrazioni locali e privati che avessero voglia di proporre un loro spazio, magari vuoto o inutilizzato, come nuova sede di Casa Netural .

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L’obiettivo della call era quello di inaugurare un discorso diverso e partecipato tra pubblico e privato sugli spazi da destinare all’innovazione sociale del territorio.

L’esito della call, invece, è stato subito chiaro fin dall’inizio: nessuna amministrazione locale o istituzione ha manifestato interesse e nemmeno curiosità, benché molte conoscano la nostra realtà, la portata innovativa di quello che facciamo e più volte non abbiano perso occasione per sottolinearlo, anche come motivazione del fatto che le politiche di innovazione locali funzionassero.
Abbiamo deciso, allora, di scrivere direttamente alle Istituzioni, per chiedere che vi fosse almeno la possibilità di immaginarsi qualche luogo, magari vuoto o in disuso per ricostruire un nuovo senso collettivo.
Anche lì la risposta è stata completamente assente.

E davvero, non è una polemica, è una constatazione, di quanto le nostre Istituzioni siano lontane anni luce dalla realtà concreta, dall’innovazione territoriale che già si fa, di quanto spesso si rifacciano a retoriche dell’innovazione sociale completamente vuote, perchè non agite, non condivise, ma solo pubblicamente raccontate e portate come medaglia al valore nel racconto delle politiche territoriali.

Ma c’è una parte della storia che ancora non vi abbiamo raccontato e che è quella più forte, più significativa e rivoluzionaria: la risposta della comunità locale.Dalla pubblicazione della call abbiamo cominciato a ricevere contatti da privati cittadini che ci chiedevano di saperne di più, di aiutarci a trovare lo spazio giusto, che ci riferivano di spazi di amici o conoscenti, che entravano nel meccanismo partecipativo, i privati cittadini, più pronti alla partecipazione di quanti la raccontano costantemente ma non sanno starci dentro al momento giusto.

La risposta dei privati ci ha davvero aperto gli occhi rispetto ad una realtà incredibile, più grande di quello che immaginassimo, più forte del processo che inizialmente avevamo avviato: la voglia di prendere parte, dal basso, da sè, dalla propria realtà privata ad un processo collettivo, ampio, pubblico.

Abbiamo capito che il modello a cui, inizialmente, ci eravamo rifatti era un modello vecchio, già fallito, un modello che, per le dinamiche che innesca, è di per sè fallimentare: il modello del pubblico che se vuole concede, se lo ritiene utile per sè dà, e gli attori dello scambio li decide lui. Un modello in cui il pubblico gestisce privatisticamente gli spazi che ha, facendoli diventare luoghi di potere e di distribuzione di favori.
La comprensione di tutto questo ha aperto una strada nuova, unica, e dalle conseguenze imprevedibili, come spesso accade quando inneschi processi di innovazione sociale.

Dalla voglia di essere parte del processo anche solo consigliandoci uno spazio o cercandolo per noi, abbiamo incominciato ad incontrare persone che proponevano addirittura il proprio spazio di vita, la loro casa, il loro terrazzo, per essere parte del tutto, una cosa che, a pensarci bene, mette i brividi, emoziona, trasmette un senso di partecipazione unico e concreto che ci convince di quanto sia giusta la strada intrapresa.
Se il Pubblico gestisce gli spazi di tutti come propri, ecco che i tutti decidono di offrire i loro spazi privati per il bene pubblico, un capovolgimento del modello che poteva partire solo dal basso, solo da una consapevolezza collettiva stratificata nel tempo e, forse, mai ascoltata.

E’ nato così il nuovo esperimento di Casa Netural: #Casaneturaldiffusa, un modo per dare luogo alle nostre iniziative e ai sogni dei nostri associati e per dare voce e volto ai cittadini che hanno voglia di “esserci”.

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La prima storia che vogliamo raccontare è quella di Brunella, tornata a Matera dopo molti anni in giro per l’Italia, con la voglia di mettersi in gioco e scommettere sul proprio territorio, non solo professionalmente ma anche dal punto di vista sociale, dell’ impegno civico. Brunella ci confessa che fare il proprio lavoro non le basta più, ha bisogno di stare in una comunità, sentendosi parte di essa. Così ha incrociato il nostro progetto e ha sentito da subito di poter diventare un investitore attivo.

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Ha offerto, così, il salone della sua bellissima casa nei Sassi, per ospitare il Cineforum di Fantalucania, il nostro progetto per bambini, che partirà da ottobre in collaborazione con il Lucania Film Festival. Negli occhi di Brunella, entusiasta di prendere parte a questa sperimentazione, è possibile leggere tutta l’energia che il mettersi in gioco in prima linea, con le proprie risorse, genera, e soprattutto è possibile imparare la grande lezione che questi cittadini stanno dando alla loro comunità.

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Ed è la stessa luce che abbiamo visto negli occhi di Alessandra, un’artista che ha offerto parte del proprio spazio espositivo nei Sassi per NeturalArt, il progetto dedicato all’arte che sta per avviarsi, o negli occhi di Marilena, psicoterapeuta, che ha messo a disposizione il proprio studio attrezzato per i laboratori di lingue di NeturalTalk.

Quanto grande possa essere il potere dei cittadini quando decidono di “stare al mondo” attivamente e in prima persona, come protagonisti fondamentali e indispensabili di una collettività, è impressionante, quanto il loro ruolo acquisti peso nel momento stesso in cui lo riconoscono essi stessi è davvero il valore “politico” più grande di tutto il processo.

E’ l’innovazione sociale vera, quella che si fa metodo nuovo per vivere la quotidianità e riscoprire la forza dei propri ruoli e dei propri diritti, ma soprattutto la forza della partecipazione.
Sappiamo che sarà un processo da cui non è possibile tornare indietro ma che potrà solo crescere e diventare nuovo paradigma sociale, e noi non smetteremo di raccontarlo ma soprattutto di viverlo e farlo crescere nella terra del pane, dove i cittadini sono il vero lievito.

Per partecipare al contest #Casaneturaldiffusa, proponendo i vostri spazi, potete scrivere a casa@benetural.com
Accettiamo proposte da tutta la Regione Basilicata e dai paesi limitrofi della Puglia.

Stiamo lavorando ad una piattaforma web che metta in rete tutti gli spazi offerti dai privati, vi terremo aggiornati!

Potete guardare il video in cui Mariella lo scorso aprile parla di #casaneturaldiffusa durante Next di Repubblica.

 

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