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Uno spazio collaborativo per quelli che fanno il cambiamento, a Matera!

di Andrea Paoletti

Credete che la collaborazione possa cambiare il mondo?

A inizio 2013 su tutti i giornali è esplosa la notizia dei co-working, spazi ufficio in condivisione nelle grandi città per battere la crisi! Questo perchè il Comune di Milano sta per creare un elenco di spazi di co-working qualificato e un bando per l’erogazione di un contributo economico di 200.000 euro a favore di giovani coworkers.

Normalmente scrivo in inglese di questo argomento su Shareable ma credo sia arrivato il momento di passare all’italiano anche per spiegare perchè Casa Netural più che un co-working è uno spazio di collaborazione!

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Sono un osservatore curioso, un networker e architetto e questo è il motivo per cui ho iniziato a disegnare spazi collaborativi. Dopo aver lavorato per alcuni anni per studi internazionali mi sono sentito troppo limitato all’interno di quegli ambienti. Poco spazio per esprimermi, troppi limiti a idee possibili. La mia storia è fatta di pura serendipità (vocabolo che adoro!). Durante la stesura di un concept per un cliente privato, ero alla ricerca di alcune informazioni in un libro che si chiama World Changing e mi ritrovai di fronte a un capitolo che parlava di The Hub, un tipo diverso di co-working. Stavano aprendo uno spazio a Milano e li contattai. Mi invitarono a far parte del processo di co-creazione che mi diede l’opportunità di condividere, imparare e sperimentare nuove idee su come progettare un ambiente collaborativo.

Quello che imparai è che The hub non è semplicemente uno spazio di “coworking”, perché non si tratta solo di un ufficio condiviso con tavoli e computer, ma è uno spazio collaborativo che cerca di unire e coinvolgere le persone e le loro idee. Dove per aprirsi al cambiamento ogni persona deve lasciarsi alle spalle tutte le regole apprese fino a quel momento e prendere nelle sue mani il potere di scelta e la libertà che gli competono per creare quello che più desidera. E questo è possibile unendo spazio e persone insieme.

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C’è bisogno di spingere le persone a diventare attive e di incoraggiarle ad ottenere risposte creative. Gli utenti devono ri-appropriarsi dello spazio attraverso la conversazione. Conversazioni con significato. Attraverso questo processo, lo spazio potrà generare una comunità, mescolando i confini che separano i diversi tipi di utenti e facendo perno su queste differenze per creare risultati unici. Uno spazio collaborativo ha il potere di innovare proprio attraverso la collaborazione.

Su Vita ho letto che “fare un lavoro che abbia un forte impatto ambientale e sociale rimane la priorità dei giovani che si affacciano sul mercato del lavoro americano.” E in Basilicata? Inoltre c’è scritto “Gli imprenditori sociali non possono cambiare il mondo da soli. Hanno bisogno di direttori dello sviluppo, esperti della comunicazione, volontari e sostenitori.” Vogliamo costruirla questa squadra?

Ho lavorato in diversi contesti culturali e testato cose da diversi punti di vista. Ho imparato che, anche se lavoriamo in un ambiente collaborativo, non significa necessariamente che stiamo lavorando insieme. La collaborazione può essere insita nell’attitudine di una persona, ma la maggior parte delle volte non lo è. La collaborazione è il momento magico in cui facciamo un passo al di là delle nostre esigenze individuali (guadagno economico, raggiungimento di un obiettivo, far parte di qualcosa, ecc) per co-creare e aiutare a realizzare un valore condiviso che assume una importanza maggiore. E’ importante per questo incoraggiare uno spazio di apprendimento e coinvolgere gli utenti in tutti gli aspetti della sua creazione.

Per questo motivo mi sono trasferito in Basilicata. Per iniziare a co-creare il primo spazio di collaborazione per l’innovazione sociale, Casa Netural, in un contesto molto interessante, dal mio punto di vista pieno di fascino e opportunità, pieno di contraddizioni culturali e paesaggistiche. E con un gruppo di partecipanti stiamo sperimentando di portare questo modello di business in Basilicata affinchè diventi prototipo per diversi territori provinciali e rurali con caratteristiche simili.

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L’obiettivo è quello di generare nuove possibilità creative per la popolazione della regione cercando di connetterla con il mondo, ma come si fa? Matera (città da cui siamo partiti) può diventare un nodo locale per catalizzare il cambiamento, incoraggiando le persone verso nuovi modi di fare le cose. Il cuore del progetto è quello di connettere le persone a livello locale e a livello globale che condividono la stessa voglia di fare la differenza. I modelli, progetti locali di cambiamento che sono raggruppati e resi visibili qui possono essere diffusi in altre città e continenti grazie a rapporti tra vari spazi collaborativi simili e la rete trans-locale dei membri. Mettendo in moto delle cose possono succedere improbabili collegamenti, queste relazioni e reti hanno una forza enorme nel ridisegnare il modo in cui vengono progettate e realizzate le cose nella società.

Alex Giordano in un bell’articolo ci racconta come “La condivisione non è solo una strategia intelligente, è necessaria per la nostra sopravvivenza come specie.” E ci regala in free download (al prezzo di un semplice tweet) la traduzione italiana di “Share or Die” (Condividi o Muori).

In un ambiente di condivisione lo spazio aiuta a rendere reale l’ impatto offrendo un mix unico di infrastruttura, connessione, educazione, incubazione e ispirazione. Svolge un ruolo attivo nel lavorare con persone che vogliono trasformare le loro idee da pura immaginazione a azione con impatto. Chiunque è interessato a far parte di questo spazio di collaborazione ha idee che portano a soluzioni significative per sfide sociali, economiche ed ecologiche. Il cuore del progetto sta nella condivisione degli stessi valori: la fiducia, la collaborazione e il coraggio.

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Questo è il momento affinchè le persone comincino a lavorare insieme, andando oltre le divisioni artificiali, per migliorare una realtà condivisa. Le buone collaborazioni nascono da un clima di rispetto reciproco, apertura mentale, e la volontà e la capacità di lavorare insieme. Dobbiamo adottare la collaborazione non solo come utilità, ma come parte integrante del processo. Con la consapevolezza che una comunità interdisciplinare di persone di talento e di fiducia, con background diversi, è in grado di creare grandi progetti per la comunità locale e anche per il mondo.

Oltre a singoli individui anche le aziende stesse stanno capendo quanto lavorare in spazi di collaborazione sia utile, approfondite qui.

Questo è il motivo per cui vogliamo che la mente e le mani delle persone siano coinvolti nel processo, per costruire uno spazio che incarni la visione della comunità! Per noi è importante il motto “learn by doing” (imparare facendo)!
L’abbiamo già fatto in passato e lo faremo ancora, inviteremo la comunità a partecipare attivamente a sessioni di co-creazione, e usare la ricca diversità di idee e prospettive. Insieme daremo vita a identità, usi e personalità unici per lo spazio.

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La facilitazione di questi momenti si chiama ‘co-creazione’, un processo che esplora un insieme di idee imprevedibili e sorprendenti e che aiuta a ripensare lo spazio rispondendo alle esigenze della comunità. E’ molto eeficace perchè crea un senso di appartenenza e rimane sempre aperto a nuovi suggerimenti.

Mi piace l’idea che lo spazio non sia solo un contenitore in cui mettere degli oggetti. Vogliamo coinvolgervi ad agire nello spazio e incoraggiarvi a trovare risposte creative. Qualcosa di veramente straordinario!

E’ un’avventura, non sapremo cosa lo spazio diventerà alla fine del processo perchè siamo concentrati sul viaggio e non sull’immagine finale.

Il vostro ruolo è fondamentale, la creazione incrociata renderà lo spazio più umano, spontaneo e flessibile, e questo renderà le persone più creative e promuovendo discussioni che avranno un ruolo essenziale nel processo di sviluppo, abbatteremo muri e stimoleremo la collaborazione. 

Questo è il momento per Casa Netural per cominciare sul serio!

Facciamolo!


gennaio 15th, 2013|Categories: Casa Netural|Tags: , , , , , , , , , , , , |Commenti disabilitati su Uno spazio collaborativo per quelli che fanno il cambiamento, a Matera!

Innovazione sociale e finanziamenti per renderla REALE !

Da un mese esistiamo a Matera. Ancora in tanti ci chiedono cosa siamo, cosa facciamo. La risposta più “di pancia” è che siamo uno spazio “dove non sentirsi soli”.
Molte volte, nella società, ci sentiamo fuori posto per qualche ragione, non veniamo presi sul serio per le idee “strampalate” che abbiamo in testa, non veniamo considerati perchè fuori dal “giro giusto”.

Ecco, Casa Netural invece è uno spazio vuoto dove ogni persona può essere libera per creare un nuovo significato per se stesso, l’intorno e il territorio. Dove conoscere altre persone, scambiare idee e cominciare subito in maniera pratica a cambiare ciò che non va bene! Era una semplice casa prima, ora abbiamo aperto le porte ed è diventata qualcosa di più, uno spazio dove succedono cose, ad esempio questo

Ma perchè lo facciamo? Perchè pensiamo che in un momento di crisi come questo  sia necessario scrivere nuove storie, percorrere nuove strade, inventare nuovi strumenti, rischiare, metterci passione e crederci. Vogliamo immaginare per ognuno una vita piena, attiva in cui la segmentazione tra lavoro, vita privata e sociale scompaia.

Come lo facciamo? Insieme. Questo è il segreto! 

Grazie a voi stiamo costruendo una comunità fatta di persone che per curiosità, voglia e esperienza hanno il desiderio di unirsi per creare nuovi progetti che generino valore diffuso per la società. Esistono due tipologie di “abitanti” di Casa Netural: chi porta una un’idea che vuole sviluppare e chi porta un “saper fare”; due aspetti complementari e necessari per lo sviluppo e la sopravvivenza (chiamiamola pure sostenibilità!) del progetto. E non è importante l’età per far parte di questa comunità ma i valori e l’attitudine propositiva e attiva nei confronti della vita!


E quali saranno mai i valori di cui parliamo? Partiamo dal principio di non far mai qualcosa a nostro beneficio sapendo di poter danneggiare gli altri, pertanto a Casa Netural vogliamo lavorare per il bene comune. Fiduciosi che  solo un atteggiamento costruttivo può aiutarci a superare i limiti e gli ostacoli quotidiani, a Casa Netural è vietato lamentarsi in maniera passiva (quello lo lasciamo agli altri in piazza), qui creiamo nuove soluzioni ai problemi per innescare il cambiamento. Cerchiamo di presentare un mondo visto da varie angolature, vissuto oltre la regola dello “zero a zero” , perchè è lì che sta la sfida, il nuovo, la possibilità.

Proviamo a guardare tutto in maniera nuova: l’economia, la società, l’ambiente, il modo di affrontare il cambiamento attraverso la creatività e la collaborazione. Abbiamo mura tappezzate di mappe mentali e di schemi di business model perchè ciò che proponiamo è anche portare le persone a ragionare in maniera sostenibile a 360 gradi. Avete mai sentito parlare delle 3 P della sostenibilità, People, Planet e Profit? Perchè la sostenibilità è complessa e per sviluppare ogni progetto bisogna tenere conto di questi elementi! Il momento di crisi attuale porta a ricercare nuove soluzioni che abbiano un positivo impatto sociale, incoraggiando alcune strade mai prese, per rompere i vecchi schemi e aprire nuovi percorsi

Quello che abbiamo appena descritto viene chiamato “innovazione sociale” e a Casa Netural ci proponiamo di farlo, ma  cosa è veramente l’innovazione sociale? Voi avete capito qualcosa fino a qui? Innanzitutto cominciamo con il dire che non siamo soli, e che forse tante persone attorno a voi sono degli innovatori sociali senza che voi o loro stessi lo sappiano! Alberto Masetti Zannini in un bell’articolo cita la definizione della Stanford Social Innovation Review:

Una soluzione innovativa a un problema sociale che sia più efficace, efficiente, sostenibile ed equa di tutte le soluzioni esistenti, e che generi valore diffuso per tutta la società e non tanto per singoli individui.

E dove avviene questa innovazione sociale? Ovunque si voglia, ma in Italia e nel mondo esiste una rete di luoghi fisici che si chiama The Hub (i nostri maestri) che, come noi, creano network di persone affinchè attraverso uno spazio fisico si possano scambiare idee e avviare concretamente iniziative di innovazione sociale.

Perchè più che pensarla o teorizzarla l’ innovazione sociale la si fa.

E più si condividono idee più c’è la possibilità di trovare quella giusta! Quali sono i requisiti perchè esista? Innanzitutto deve presupporre una finalità sociale, poi deve nascere da un approccio innovativo, deve essere scalabile e replicabile a vari contesti e si deve collocare e dialogare all’interno di un mercato. Il nostro momento storico porta l’attenzione sull’uso delle tecnologie a scopo sociale (usate in molti ambiti dalla mobilità, all’educazione, alla gestione dei rifiuti), strumenti che possono essere scalabili e che riescono a coinvolgere un ampio parterre di persone di diverse età e professioni. Infatti oltre all’età che non è più fattore per escludere qualcuno dal rango di “innovatore sociale”, anche la professione non è più ragione per lasciare qualcuno fuori dal gruppo, perchè proprio l’incontro tra professionisti di diversi settori porta a combinare elementi e pratiche che creano soluzioni più efficaci e sostenibili. 

Potenzialità e obiettivo per l’innovazione sociale è riuscire a proporre nuovi modelli di cambiamento all’interno dei settori pubblico, privato for profit e privato non profit e interagire e collaborare tra loro affinché raggiungano segmenti sociali molto più ampi con un impatto maggiore, a lungo periodo e sostenibili. Per agevolare tutto questo anche in Italia si stanno iniziando a mettere a disposizione delle risorse. Vi segnaliamo questo link degli amici di Avanzi che mostra opportunità per chi si occupa di startup e innovazione sociale. E se per caso ancora non avete un’idea non disperatevi, guardate cosa dice Steve Johnson a proposito di come nascono le buone idee, ma soprattutto venite a Casa Netural, potrebbe cambiare la vostra vita! Provare per credere! 


Vi segnaliamo la traduzione italiana del Libro Bianco sull’Innovazione Sociale, che potete scaricare gratuitamente, a cura di Alex Giordano (pubblicato in Inghilterra da NESTA e scritto da Geoff Mulgan).

novembre 6th, 2012|Categories: Casa Netural|Tags: , , , , , , , , , , , , , |Commenti disabilitati su Innovazione sociale e finanziamenti per renderla REALE !