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Netural Academy: la rigenerazione urbana parte dall’ascolto.

Questa la cosa più importante appresa dagli studenti di Netural Academy grazie all’esperienza di Mariella Stella, cofounder di Casa Netural ed esperta di attivazione civica, nel corso “Ascolto e coinvolgimento di comunità”.

Può sembrare banale infatti, ma in realtà molti processi di rigenerazione urbana falliscono, o non riescono a soddisfare le esigenze collettive della comunità coinvolta proprio per la mancanza di “ascolto”.

ascolto e coinvolgimento comunità, netural academy

Quando si vuole sviluppare un progetto di riqualificazione e rigenerare un bene comune, l’ascolto delle comunità di riferimento è indispensabile, è il punto di partenza.

Durante la prima parte del corso, Mariella ha condiviso con la classe tutta la sua esperienza accumulata nel corso degli anni, arricchita da molti esempi di altri innovatori sociali internazionali, per dare agli alunni un vero e  proprio “kit di ascolto”.  Tra gli esempi citati: Marianella Sclavi, sociologa e facilitatrice che ha elaborato le “7 regole dell’ascoltare”; Lawrence Susskind, fondatore del Program on Negotiation (PoN) della Harvard Law  School; Alessandro
Lucchini
, linguista e ricercatore nel campo della comunicazione. 

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Incubatore Netural: Francesca Lavagnini, e il MEAC - Museo Esperienziale di Arte Condivisa

Francesca Lavagnini è una giovane amante dell’arte e dei processi di rigenerazione urbana, che ha deciso di prendersi un momento e concentrarsi su quella che è la sua passione, per trasformarla in qualcosa di concreto, un nuovo lavoro. Pochi giorni fa è stata ospite del nostro coliving e ha partecipato all’Incubatore Netural,  per iniziare a sviluppare la sua idea e muovere i suoi primi passi nel mondo del fare impresa. Scoprite la sua esperienza in questa intervista.

Francesca Lavagnini, Incubatore Netural, MEAC

Ciao Francesca, ci racconti chi sei?
Ciao, mi chiamo Francesca ho 32 anni e sono di Latina. Sono laureata in Architettura e Arredamento degli Interni, ma dopo diverse esperienze lavorative poco o per nulla soddisfacenti, sto indagando su ciò che realmente mi interessa e appassiona… l’arte! In tutte le sue forme, ma principalmente quando diventa strumento per rigenerare una comunità.

Perché hai deciso di partecipare all’incubatore Netural? Quale progetto stai sviluppando?
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#Tabula Dot, una degustazione di origine teatrale a Casa Netural.

“Come ha fatto ad arrivare a Rotonda la melanzana rossa?
Da dove viene il Peperone Crusco?”
Spesso non ci poniamo domande di questo tipo, ma il cibo va ben oltre il semplice nutrimento… è conoscenza, storia e cultura.

Tabula Dot, compagnia petra, casa netural

Photo: Antonio Patella

Pochi giorni fa a Casa Netural ne abbiamo avuto la dimostrazione.
Grazie alla Compagnia teatrale Petra, il nostro spazio di coworking si è trasformato in una grande e accogliente sala da pranzo, riunendo la community di Casa Netural attorno alla stessa tavola, per assaporare con tutti i sensi la tradizione lucana.

Antonella Iallorenzi della Compagnia teatrale Petra, è arrivata da Satriano a Matera con la sua speciale #Tabula Dot, un percorso sensoriale durante il quale gli spettatori-commensali della nostra community sono stati condotti alla scoperta delle origini, del cammino e delle peculiarità dei prodotti tipici della nostra terra, la Basilicata. Un grandissimo momento di scambio e condivisione, proprio come quelli che piacciono a noi, attorno alla tavola, luogo d’incontro e convivialità per eccellenza. (altro…)

Mammamiaaa: anteprima a Milano per il progetto di Matera 2019 e Casa Netural

Dopo il primo assaggio a Matera, in occasione del Forum Internazionale dei Giovani Unesco, Il progetto Mammamiaaa è volato pochi giorni fa a Milano, per una presentazione speciale in Triennale presso la mostra 999 domande sull’abitare contemporaneo. Questo il titolo dell’evento: Facciamo le orecchiette con mamma Tina!

 

matera 2019 mammamiaaa 999 domande

E’ stata una presentazione informale che ha visto come protagonista mamma Tina – la mamma di Andrea Paoletti, co-founder di Casa Netural. Alce nero è stato partner tecnico della serata, e ha fornito della buonissima semola dura per preparare le orecchiette, mentre Tag Your tshirt ha realizzato degli speciali grembiuli personalizzati. Durante la serata mamma Tina ha condiviso i segreti della sua ricetta della domenica e raccontato gli aneddoti di famiglia collegati ad essa, impastando e preparando delle buone orecchiette fatte a mano!

Mammamiaaa infatti è proprio questo: tradizioni,  storie di famiglia, condivisione, cultura, un enorme patrimonio dalle mille sfaccettature,  raccontato attraverso il cibo! (altro…)

Incubatore Netural: Settimio Rienzo e i Cammini Bizantini

Settimio Rienzo è originario di Polla (SA). Dopo un’esperienza in  Guatemala,  per un progetto di cooperazione  a favore delle comunità indigene Maya è tornato in Italia e ha deciso di cominciare un’ esperienza imprenditoriale legata alla progettazione per lo sviluppo locale. A Febbraio ha partecipato all’Incubatore Netural e Samuele lo ha intervistato. 

settimio rienzo incubatore netural

Ciao Settimio, ci racconti chi sei?

“Mi chiamo Settimio Rienzo, e sono nato a Polla, un paesino in provincia di Salerno. Dopo aver conseguito la laurea a Napoli in scienze internazionali e diplomatiche, ho avuto la fortuna di fare la più bella esperienza di vita che mi potesse capitare: lavorare a un progetto di cooperazione in Guatemala a favore delle comunità indigene Maya. Quegli anni mi hanno permesso di conoscere tanto, ma soprattutto di toccare con mano la condizione di sottosviluppo dei paesi del terzo mondo e le forti ingiustizie legate alle logiche di sfruttamento del mercato. Rientrato in Italia, ho deciso di cominciare una piccola esperienza imprenditoriale legata alla progettazione per lo sviluppo locale, alla produzione dei contenuti digitali, alla valorizzazione dei beni culturali ed al miglioramento delle competenze digitali. Sostanzialmente vendiamo idee e costruiamo progetti ad hoc per i nostri committenti.”

Perchè hai deciso di patecipare all’Incubatore Netural? Quale progetto stai sviluppando? (altro…)

Anca Moscaliuc, il suo Erasmus Giovani Imprenditori a Matera e Casa Netural

Anca Moscaliuc, arrivata grazie al programma Erasmus per Giovani Imprenditori, e grazie alla connessione con Materahub, ha vissuto nel Coliving di Casa Netural per 3 mesi, entrando a stretto contatto con la community e lavorando con Mariateresa Paolicelli nel progetto Netural Talk. E questa è solo una delle migliaia di possibilità che la nostra Associazione può darti!

Le abbiamo chiesto di raccontarci un po’ la sua esperienza, come ci ha scelto e soprattutto cosa si porta dietro da questi mesi Materani.anca moscaliuc erasmus giovani imprenditori evs matera casa netural

Cara Anca, raccontaci qualcosa in più su di te: da dove vieni? Quanti anni hai? Qual è il percorso professionale che ti ha portato qui?

Ciao a tutti, mi chiamo Anca Moscaliuc, vengo da Suceava, nel nord della Romania e ho 23 anni. Mi sono laureata in Giurisprudenza due anni fa in Romania, ma ho capito subito che i miei sogni erano in contraddizione con la strada che avevo scelto quando ero ancora troppo giovane. In quel momento è cominciato il mio viaggio alla scoperta di ciò che mi rendeva felice e che volevo fare nella mia vita. (altro…)

Conclusa la seconda edizione de Il Quartiere Ri-luce a Matera

Cala il sipario su questa seconda edizione de Il Quartiere Ri-Luce.

E’ una serata fredda quella in cui le luminarie si spengono nuovamente, ma siamo fortunati, il calore dei bimbi che partecipano entusiasti alle nostre letture “diffuse” nelle case di Maddalena e Caterina scaldano il cuore. 

quartiere ri-luce letture animate bambini

E forse, a pensarci bene, sono stati proprio loro il leitmotiv più bello di questa nuova edizione: entusiasti nel portare il bambinello alla grotta, creativi e professionali nel costruire le lanterne da portare in processione, emozionati e grati nel tagliare il nastro del loro nuovo parco giochi di quartiere, stupiti e increduli di fronte alla bellezza delle luci danzanti tra le vie di San Pardo.
Tanti occhi e bocche spalancate, tante idee da condividere con i grandi, manine piccole e laboriose come di tanti elfetti festanti, che hanno costruito calze della befana e insieme hanno esplorato i giochi dell’aiuola di via Campanella, allestita per loro.

Questa seconda edizione del progetto ha rappresentato l’ennesima conferma di quanto fare squadra sia fondamentale per rigenerare una città anche e soprattutto a partire dai bambini, e di quanto i cittadini possano fare ancora per rendere i luoghi della loro quotidianità sempre più belli e più ricchi di ispirazioni, sempre più vicini alla forma che ognuno desidererebbe dargli.

In questa magia che ogni anno anima San Pardo, però, ci sono alcuni ingredienti segreti.
C’è innanzitutto la squadra, vincente, di due associazioni, Casa Netural e il Quartiere Si Muove, ancora insieme per costruire nuovi percorsi intergenerazionali con un entusiasmo doppio rispetto alla prima edizione e impegnati quotidianamente nella crescita e nella rigenerazione del quartiere. C’è la voglia di alzare l’asticella ad ogni nuovo traguardo, come in questa nuova edizione, con la costruzione di nuove luminarie e la realizzazione del parco giochi per i più piccoli, e infine, c’è la volontà di fare del quartiere la casa di tutti, e di rendere quella casa sempre più accogliente e a misura di chi la abita.

quartiere ri-luce spettacolo teatrale bambini
In fondo la forza del Quartiere RiLuce è nel fatto che, in realtà, al di là dell’appuntamento natalizio, giunto alla sua seconda edizione, il progetto vive tutto un anno, anima le strade della città e aggiunge ogni volta un nuovo traguardo collettivo.

Abbiamo ormai la consapevolezza di vivere un processo di riqualificazione urbana che è soprattutto riattivazione umana, e, forse, è proprio partendo dalla ri-attivazione delle persone che si può sperare di vedere le città diventare nuovamente bene comune e condiviso dai cittadini.
Nel progetto Il Quartiere RiLuce la voglia di attivarsi e di fare è venuta prima di qualsiasi altra azione istituzionale, è nata dal desiderio di due realtà associative del quartiere di rendere il proprio ambiente urbano di riferimento accogliente, innanzitutto per sè stessi e poi per gli altri.
Come tutti i bisogni primari, infatti, anche quello del benessere urbano nasce da un desiderio personale che si fa collettivo nelle azioni che mette in campo: pulire le aiuole, costruire un parco giochi per i bambini, festeggiare insieme una delle feste tradizionali più care alle famiglie diventano azioni comunitarie che fanno bene ai singoli e alla collettività, che nel calore della comunità fanno compagnia alle persone sole, che trasmettono un senso di “insieme” e che danno un valore prezioso dell’ intergenerazionalità.

Il valore immenso di un processo di partecipazione e coinvolgimento di questo tipo ha trovato infatti nello scambio intergenerazionale il suo più grande punto di forza e di generatività. I nonni e i nipoti, i giovani e gli anziani che collaborano insieme per dare un nuovo volto al quartiere, e quindi alla città, rappresentano un processo circolare di rigenerazione non solo dello spazio ma della socialità e della comunità.

quartiere ri-luce matera san pardo

In un processo di questo tipo c’è spazio per tutti, non c’è un limite all’azione se la tradizione e l’esperienza poggiano saldamente su giovani spalle piene di energia e nuove visioni e insieme danno vita a percorsi concreti di cambiamento sociale e urbano e soprattutto rendono possibile disegnare nuove città a partire dai cittadini prima ancora che dalle istituzioni.