L'essenza di un Festival "Edizione Zero"
Cosa significa, oggi, fare attivazione territoriale nei piccoli borghi italiani? Significa, prima di tutto, accettare la sfida della sperimentazione.
Il weekend del 16 e 17 maggio 2026, il paese di Bovino (FG) ha ospitato il “Festival Bovino Borgo Green", nell’ambito del progetto “SEMI NEL VENTO: CONTAMINIAMO IL TERRITORIO CON MUSICA E ARTE”, finanziato dal PNRR – Next Generation EU, progetto pilota PNRR M1C3 Misura 2 Investimento 2.1 linea A -CUP: J82F22000040006 - CIG BA625DCEBA.
Per noi di Casa Netural, che abbiamo coordinato questo percorso in collaborazione con il Comune di Bovino, non è stato un festival tradizionale chiavi in mano, calato dall'alto e preconfezionato da un’agenzia di eventi. È stata una "Edizione Zero". Un prototipo nato seguendo una filosofia precisa: non sostituirci al territorio, ma unire i pezzi, connettere le energie e lanciare una comunicazione di base che mettesse al centro il protagonismo dei cittadini. L'obiettivo non era delegare l'intrattenimento a professionisti esterni, ma abilitare e responsabilizzare la comunità locale a raccontare se stessa.
Come ogni vero esperimento sul campo, il festival ha dovuto fare i conti con l'imprevedibilità del reale. Il sabato è stato profondamente viziato da un vento implacabile che ha sferzato il subappennino dauno, rendendo difficili i momenti di aggregazione spontanea. Eppure, le tappe del programma hanno tracciato una mappa preziosa del potenziale di Bovino.
Pensiamo alla suggestiva visita alla Cisterna Romana, un gioiello sotterraneo che custodisce la memoria storica dell'ingegneria idraulica del borgo, o alle aperture delle aziende vitivinicole locali come Cantine Zambri e del Museo Civico. Attività che a Bovino esistono tutto l'anno, ma che durante il festival hanno cercato una nuova cornice di senso.
La giornata è culminata con una lezione ed un quiz sul mimetismo in natura, molto partecipati, condotti da Francesco Tomasinelli (biologo, fotografo e divulgatore scientifico per Geo-RAI3) durante cui grandi e piccini hanno appreso le strategie che organismi ed animali usano per rendersi invisibili o trarre in inganno gli altri esseri viventi.
A fare da sfondo a tutte queste iniziative la musica dei partecipanti al Concorso Internazionale Florestano Rossomandi, che da 25 anni anima e fa vibrare il territorio.
La domenica, poi, il meteo ha concesso una tregua regalandoci una splendida giornata di sole e partecipazione. Cittadini di Bovino e visitatori arrivati dalle zone limitrofe si sono ritrovati per una camminata naturalistica speciale incentrata sul mimetismo biologico, trattato nella lezione del giorno precedente.
Il valore della divulgazione
La partecipazione di Francesco Tomasinelli ha segnato un vero e proprio cambio di paradigma. Contattato per la sua straordinaria capacità di tradurre la complessità ecologica in narrazione accessibile, Tomasinelli ha guidato la comunità in un’escursione verso la Piccola Svizzera (un luogo quasi fiabesco nel cuore del Subappennino Dauno) incentrata sul mimetismo biologico. Lungo il cammino, ha insegnato i segreti degli organismi che si nascondono in natura, mostrando come riconoscere l’incredibile biodiversità locale e fornendo strumenti e nozioni tecniche per catturare e raccontare questo tesoro naturalistico attraverso la fotografia.
L'analisi critica: coltivare il nuovo attivismo civico richiede costanza
Siamo genuinamente soddisfatti di questa Edizione Zero. Il valore di un progetto pilota come questo non si misura sui flussi turistici di passaggio, ma sulla qualità delle relazioni che si iniziano a tessere. Siamo ben consapevoli che il posizionamento di un borgo come destinazione green non si improvvisa e non si esaurisce nell'arco di un weekend. È un percorso a lungo termine, che richiede prima di tutto un cambio culturale.
I saggi e i report più autorevoli sul tema dell'innovazione sociale nelle aree interne (come lo studio Coesione è Competizione di Fondazione Symbola) dimostrano chiaramente che investire nelle relazioni e nella comunità non è un'azione astratta, ma il vero motore dello sviluppo. I dati parlano chiaro: le realtà che operano all'interno di un tessuto coesivo e partecipativo registrano una propensione agli investimenti nella sostenibilità ambientale del 68% (contro il 45% delle altre realtà) e mostrano un interesse più che raddoppiato verso la creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili (17% vs 8%).
Per fare tutto ciò servono costanza, ascolto continuo e la creazione di spazi di incontro permanenti e da questo punto di vista il festival è stato il primo, fondamentale sasso lanciato nello stagno: importante per testare i canali di comunicazione, misurare sul campo i tempi di risposta del territorio e comprendere dove i legami sociali vadano rinforzati.
L'energia pulita della domenica e l'interesse di chi ha scelto di mettersi in gioco dimostrano che la direzione è quella giusta. Abilitare una comunità significa anche questo: accettare i tempi naturali della semina, sapendo che la costanza del lavoro quotidiano è l'unico strumento capace di trasformare una visione in una realtà solida e duratura.
Nelle foto di seguito, una parte dei cittadini attivi che custodiscono e rigenerano il territorio: Michele Ferro (dell’associazione Verde Mediterraneo) , impegnato nella valorizzazione ambientale e dei cammini; Rocco Antonio Zambri (Cantine Zambri) e Lucio Cerrato (Cantine Cerrato), interpreti di una viticoltura resiliente che recupera la storia vinicola di Bovino. È grazie al loro quotidiano attivismo e alla loro apertura alla sperimentazione che progetti come Bovino Borgo Green possono mettere radici profonde.
I prossimi passi: la strada verso Bovino Borgo Green
Il festival non era il traguardo. Adesso il progetto Bovino Borgo Green entra nella sua fase più strategica e concreta, quella in cui la formazione si trasforma in visione di lungo periodo:
- Laboratori di formazione: Proseguiranno gli incontri per la creazione di una vera e propria Cooperativa di Comunità.
- Il Manifesto Verde: Lavoreremo alla stesura condivisa del Manifesto sulla Sostenibilità di Bovino Borgo Green, un documento di indirizzo strategico per le politiche ambientali, cuturali e turistiche del comune.
- Rigenerazione abitativa: Nelle prossime settimane lanceremo ufficialmente una pagina web per dare visibilità agli immobili in vendita in paese (Sei un nomade digitale, un lavoratore da remoto o una giovane famiglia che vuole testare la vita a Bovino? Scrivi a geomdeangelis.mi@gmail.com per maggiori informazioni).
Noi di Casa Netural crediamo in questo metodo: unire l'approccio scientifico alla flessibilità della sperimentazione. Chi sceglie di collaborare con noi sa che ogni progetto è un cantiere aperto, dove anche le difficoltà meteorologiche o di risposta logistica diventano dati preziosi per calibrare il tiro e costruire impatti reali, passo dopo passo.
Spazio al dibattito
L'abilitazione delle comunità locali è un percorso lento, fatto di piccoli passi e grande costanza. Secondo la vostra esperienza, quali sono gli strumenti più efficaci per accendere la scintilla della partecipazione nei piccoli borghi? Vi è mai capitato di partecipare all’ "Edizione Zero" di un Festival o progetto? Raccontateci la vostra opinione scrivendoci a casa@benetural.com
Bovino Borgo Green è un progetto sviluppato nell’ambito di “SEMI NEL VENTO: CONTAMINIAMO IL TERRITORIO CON MUSICA E ARTE”, finanziato dal PNRR – Next Generation EU, progetto pilota PNRR M1C3 Misura 2 Investimento 2.1 linea A -CUP: J82F22000040006 - CIG BA625DCEBA.
Un progetto del Comune di Bovino in collaborazione con Casa Netural APS.